Negli scorsi anni il Governo ha affrontato il tema della rigenerazione delle città e in particolare delle periferie e delle aree comunque degradate, attraverso l’avvio di diversi piani/programmi di origine pubblica con apposite risorse.

1) Piano nazionale per le città (2012)

Il primo ad essere varato è stato il Piano nazionale per le città, previsto dall’art. 12 del Decreto Legge 83/2012 con una dotazione pari a circa 230 milioni/€, recuperati da precedenti programmi di edilizia abitativa. Nell’ambito di questo piano – indirizzato ai comuni ed di competenza del Ministero delle Infrastrutture – sono stati selezionati dall’apposita Cabina di regia (DM 3/8/2012) 28 progetti (su 457 presentati), ma fino ad ora si è registrata una sostanziale situazione di stallo. Per favorire l’attuazione degli interventi finanziati, la legge di bilancio per il 2019 (Legge 145/2018) ha previsto la possibilità di nominare un Commissario (dirigenti del Ministero infrastrutture o soggetti qualificati con comprovata esperienza nel settore).

 

2) Piano periferie (2014)

Il successivo Piano nazionale per la riqualificazione delle aree urbane degradate, conosciuto come “Piano periferie” e previsto dalla Legge 190/2014, è attribuito alla competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri con un apposito fondo pari a 200 milioni/€ per gli anni 2015-2017. Anch’esso è però in una fase di stallo.

Dopo la pubblicazione del bando (2015) e la selezione di 46 interventi (2017), di recente la Presidenza del Consiglio, per accelerare la realizzazione dei progetti, ha adottato il Decreto 20 gennaio 2020 (non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), con cui viene delegata al capo Dipartimento per le pari opportunità la stipula entro il 31 dicembre 2022 delle convenzioni relative dei 46 progetti selezionati, nonché di quelle relative ai progetti comunque in graduatoria dalla posizione n. 47 in poi, in presenza di ulteriori disponibilità finanziarie. Al riguardo, si evidenzia che il CIPE nel 2017 (Delibera dell’8 agosto) ha stanziato ulteriori 90 milioni/€ a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 per la copertura di tutti gli interventi in graduatoria.

 

3) Programma straordinario periferie (2015)

La Legge 208/2015 (Legge di bilancio 2016) ha varato il Programma straordinario di intervento  per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, indirizzato alle Città metropolitane e ai Comuni capoluogo di provincia, di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il programma, inizialmente dotato di 500 milioni/€, ha visto incrementare le proprie risorse prima con 800 milioni/€ a carico del maxi-fondo per lo sviluppo infrastrutturale e poi con altri 800 milioni/€ a carico del Fondo Sviluppo e Coesione (Legge 232/2016) per un totale di 2,1 miliardi/€.

Sotto il profilo procedurale, dopo la pubblicazione del bando (maggio 2016) e la presentazione delle domande (entro il 29 agosto 2016), sono stati selezionati 24 progetti (gennaio 2017) e stipulate le convenzioni fra Governo e Città metropolitane/ Comuni (2017-2018).

Grazie agli ulteriori stanziamenti del 2016, sono stati finanziati e avviati anche i progetti collocati in graduatoria dal numero 25 al n. 120, ossia tutti i progetti presenti in graduatoria.

Ciò nonostante, nell’agosto del 2018 nell’ambito della conversione del Decreto legge n. 91, il Governo, per liberare risorse, aveva sospeso l’efficacia delle convenzioni, differendola al 2020. Dallo scorso 1 gennaio, pertanto, gli interventi hanno ripreso operatività.

 

Si ricorda infine che la Legge di bilancio 2020 (Legge 160/2019) ha avviato un nuovo piano ) incentrato questa volta sulla riduzione del disagio abitativo e sulla riqualificazione e l’incremento del patrimonio di edilizia residenziale sociale di cui si attendono i primi decreti attuativi.