In Aula della Camera sono stati presentati i seguenti Atti di indirizzo e controllo sul tema dello sblocco delle opere pubbliche:

 

Interrogazione a risposta scritta n. 4-05016 (prima firmataria On. Erica Mazzetti -FI)

Nelle premesse all’Atto di controllo viene, in particolare, evidenziato che una delle priorità del nostro Paese è legata alla realizzazione e alla conclusione nel nostro Paese delle opere infrastrutturali, nonché alla urgente messa in sicurezza e alla manutenzione di quelle già esistenti.

E’ in aumento l’elenco delle opere bloccate a causa della mancanza di risorse e a causa della burocrazia e di un codice dei contratti pubblici (Dlgs 50/2016) “pensato male e scritto peggio”.

Pertanto, viene sottolineato che l’avvio delle opere pubbliche – quale grande priorità del Paese – deve avvenire snellendo le procedure con un cronoprogramma chiaro ed efficace considerato che il suddetto Codice prevede che le amministrazioni aggiudicatrici sono tenute a redigere un programma triennale dei lavori pubblici.

 

Pertanto, viene chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti:

-“se non si ritenga opportuno, in questi momenti di particolare urgenza nazionale, adottare iniziative per prevedere che siano redatti programmi annuali, oltre che quelli triennali conformemente al codice dei contratti, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dalle stazioni appaltanti”;

-“se il Ministro interrogato, per quanto sopra richiesto, non ritenga opportuno conseguentemente adottare iniziative per definire con urgenza anche le relative specifiche risorse in ottemperanza al codice dei contratti”.

 

link all’Interrogazione

 

 

Risoluzione n. 7-00436 (primo firmatario On.  Albrecht Plangger -Misto)

nelle premesse all’Atto di indirizzo viene, in particolare, evidenziato che il diffondersi dell’epidemia da Covid-19 è “destinato a modificare profondamente l’assetto socio-economico italiano, prefigurando uno scenario di crisi profonda e depressione economica che dovrà essere necessariamente accompagnata da interventi di carattere strutturale e non solo emergenziale”.

Viene, poi, fatto notare che in nessuno dei decreti emergenziali approvati fino ad ora vi sono norme relative al rilancio dell’economia attraverso lo sblocco dei cantieri pubblici o attraverso la semplificazione delle procedure burocratiche.

In particolare, viene ricordato che il settore edile rappresenta circa il 50 per cento del valore degli investimenti nazionali, vale circa il 10 per cento del Pil italiano e occupa circa 800 mila lavoratori, con una perdita di circa 400 mila addetti rispetto alla crisi economica che ha colpito il settore a partire dal 2008.

Pertanto, viene evidenziata la necessità di ipotizzare, al fine di sbloccare i cantieri fermi e rilanciare la crescita economica del Paese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19, l’adozione di normative specifiche per il rilancio delle grandi opere sull’esempio del cosiddetto «modello Genova», attraverso la nomina di «super commissari», al fine individuare un modello che responsabilizzi maggiormente le figure professionali attraverso il meccanismo delle autocertificazioni, demandando alle amministrazioni pubbliche le sole attività di controllo.

 

Alla luce di tali premesse viene impegnato il Governo a:

-“adottare fin da subito iniziative idonee al rilancio della crescita economica dopo l’emergenza sanitaria Covid-19, con particolare riguardo al rilancio del settore dei trasporti e delle infrastrutture, tramite l’avvio di misure di semplificazione e accelerazione delle procedure autorizzative in maniera da consentire lo sblocco dei cantieri pubblici anche attraverso le nomine di «super commissari» sul modello di quanto stabilito dal decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, cosiddetto «decreto Genova»”;

-“adottare iniziative normative tali da consentire lo svolgimento in maniera semplificata e celere delle procedure autorizzative per il rilancio del settore dei trasporti, delle infrastrutture e delle opere edili, anche in deroga al decreto legislativo n. 50 del 2016, pur rispettando le normative in termini di tutela ambientale e paesaggistica, i regolamenti urbanistici e le normative di sicurezza”.

 

link alla Risoluzione