Dalle ore 9:00 di oggi e fino al 18 maggio è operativa la fase 1 di Impresa SIcura, il bando di Invitalia da 50 milioni di euro che rimborsa le aziende delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento del Covid-19.

A chi è rivolto l’incentivo?

L’iniziativa è prevista dall’art. 43 comma 1 del decreto Cura Italia, il DL 18/2020, convertito nella Legge n. 26/2020, e messa in atto tramite Invitalia. Essa stabilisce che il contributo per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale è erogato “allo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, a seguito dell’emergenza sanitaria coronavirus”.

Pertanto, possono partecipare le imprese italiane, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, siano:
– regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese;
– con sede principale o secondaria sul territorio nazionale;
– nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Il rimborso è riferito alle spese sostenute nel periodo che va dal 17 marzo 2020 alla data di invio della domanda.

Tra gli esclusi troviamo i liberi professionisti e altri soggetti come, ad esempio, gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi, non sono ammessi al bando, in quanto non classificabili come imprese.

Come funziona?

Impresa SIcura si svolge in 3 fasi:
Fase 1: prenotazione del rimborso attraverso lo sportello informatico dedicato da oggi 11 maggio al 18 maggio 2020; Tutte le istruzioni operative sono pubblicate nella pagina dedicata all’intervento Impresa SIcura.

Fase 2: pubblicazione, in ordine cronologico, dell’elenco delle prenotazioni di tutte le imprese che hanno inoltrato nella precedente fase; In questa fase verranno comunicate le prenotazioni che accedono alla Fase 3 e quelle risultate inammissibili.

Fase 3: presentazione della domanda di rimborso da parte delle imprese ammesse.

A tal proposito, nella sezione FAQ, Invitalia chiarisce che le domande di rimborso (FASE 3) non verranno accolte sulla base dell’ordine cronologico di trasmissione registrato, ma l’erogazione seguirà la posizione assunta nell’elenco formato nel corso della FASE 2, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile. Il rimborso sarà versato direttamente sul conto corrente indicato dall’impresa entro il giugno 2020.

Cosa e quanto è rimborsabile?

È rimborsabile l’acquisto di:
– mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
– guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
– dispositivi per protezione oculare;
– indumenti di protezione quali tute e/o camici;
– calzari e/o sovrascarpe;
– cuffie e/o copricapi;
– dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
– detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa – a cui sono destinati i DPI – e fino a un massimo di 150mila euro per impresa. Mentre, l’importo minimo rimborsabile non può essere inferiore a 500 euro.

Chiarimenti finali

Il rimborso concesso all’impresa per l’acquisto di DPI, indicati nella domanda, non è cumulabile con altre agevolazioni di qualunque forma e titolo. Infatti, successivamente all’erogazione del rimborso, Invitalia procederà allo svolgimento dei controlli, che, nel caso di esito negativo, implicheranno la revoca del rimborso.