Per ripartire e superare la crisi post coronavirus è necessario semplificare i processi amministrativi, anche potenziando le strutture tecniche degli enti locali, e inaugurare un nuovo ciclo di investimenti sul territorio che punti ad efficienza energetica e mobilità sostenibile.

A suggerirlo l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) che ha elaborato un documento in cui sintetizza quali ulteriori misure servano per superare la fase di emergenza sanitaria, economica e sociale.

Pianificazione urbanistica: per il rilancio serve semplificazione

L’INU punta sulla razionalizzazione degli apparati e degli strumenti che presiedono al governo del territorio.

In particolare, suggerisce di semplificare i procedimenti amministrativi attraverso l’unificazione delle sedi decisionali pubbliche, il ricorso alla amministrazione per progetti e alle conferenze di servizi decisorie e la costituzione di organismi operativi compositi, che sul modello delle Agence d’Urbanisme francesi operino a scala intercomunale.

Inoltre, propone il lancio di un piano nazionale di potenziamento delle strutture tecniche degli enti locali, con procedimenti di rapido reclutamento, e con profili di competenze che consentano la digitalizzazione di tutti i processi, sia tecnico-progettuali che amministrativi.

Infine, suggerisce il finanziamento di piani strategici di rilancio delle aree di crisi attraverso interventi di valorizzazione economica, di miglioramento della resilienza urbana e territoriale, di messa in sicurezza dai rischi ambientali e sanitari.

Rilancio del territorio, INU: i progetti subito attuabili  

Nel documento, l’INU approfondisce gli interventi e i progetti che potrebbero essere di immediata realizzazione. Per quanto riguarda la trasformazione digitale, vi figurano l’estensione e l’accelerazione del Piano per l’Italia Digitale e la realizzazione di un grande centro di calcolo nazionale coordinato da Protezione civile e Miur per gestire i flussi di dati necessari alla sicurezza e alla salute nazionali.

Con riferimento al Green New Deal, nell’immediato ci si potrebbe concentrare tra l’altro su: – razionalizzazione del ciclo delle acque;
– azione diffusa di bonifica dei suoli inquinati;
– realizzazione di distretti urbani dell’efficienza energetica, con centrali di produzione di calore e raffreddamento utilizzando fonti energetiche alternative (solare, geotermia, eolico) e reti di teleriscaldamento;
– trasformazione in sistemi a led a basso consumo degli impianti di illuminazione pubblica.

Per quanto riguarda il miglioramento dell’accessibilità, da subito si potrebbe incentivare la mobilità sostenibile con l’incremento della rete pedonale e ciclabile, valorizzare la rete di spazi aperti circostante, aumentare l’offerta ferroviaria e del TPL, modernizzare la viabilità secondaria soprattutto nei territori collinari e nelle regioni del Mezzogiorno.

Ripartenza, INU: puntare sul territorio

Infine, l’INU, ribadisce la necessità di far ripartire e rigenerare le città e i territori italiani attraverso una sistematica territorializzazione degli investimenti e dalla messa in coerenza del nuovo ciclo dei fondi strutturali 2021-2027.

In quest’ottica, propone di attivare:
– nuovi programmi e interventi con i piani territoriali e urbanistici per facilitare gli interventi finanziati dall’Europa;
– il rifinanziamento della Strategia Nazionale per le Aree Interne alla luce delle nuove esigenze;
– la promozione del ricorso a piani strategici in grado di favorire la transizione a un nuovo modello di sviluppo;
– la centralità delle aree metropolitane e delle città medie nella strategia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

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