Sarà sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri il Decreto Rilancio, la manovra da 55 miliardi di euro per la ripartenza del Paese dopo l’emergenza coronavirus. Tra le misure di sostegno per famiglie e lavoratori, il superbonus edilizia e il rifinanziamento del bonus per i liberi professionisti.

Nei giorni scorsi, era stato ipotizzato che la misura non sarebbe entrata nel Decreto Rilancio perchè troppo costosa ma ieri il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, dalla sua pagina Facebook, ha detto di essere soddisfatto “per il lavoro portato a termine sul Superbonus al 110%”.

“I cittadini – ha aggiunto – potranno effettuare lavori di efficientamento energetico e adeguamento antisismico con una detrazione superiore alla somma spesa o lo sconto totale in fatturacedendo il credito di imposta alle aziende che a loro volta potranno cederlo a fornitori o istituti bancari”.

Superbonus edilizia: ecobonus e sismabonus potenziati

Le detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico potrebbero salire al 110% a partire dal 1° luglio 2020. Si tratterebbe di una maggiorazione consistente. Attualmente, infatti, l’ecobonus prevede una detrazione del 50% o del 65%, a seconda degli interventi, mentre in condominio si può arrivare ad una detrazione del 75% per i lavori sulle parti comuni.

A godere degli incentivi maggiorati saranno gli interventi in grado di garantire il maggiore risparmio energetico, come l’isolamento termico delle facciate e delle coperture e la sostituzione degli impianti, ma anche gli interventi minori, se realizzati contestualmente, saranno assorbiti nella maggiorazione.

L’ecobonus rinforzato avrà un orizzonte temporale maggiore: invece di scadere a fine anno, scadrà il 31 dicembre 2021.

I lavori per la prevenzione antisismica godranno di una percentuale di detrazione fiscale pari al 110%. Il sismabonus al momento prevede detrazioni fino al 75% nelle singole unità immobiliari e fino all’85% in condominio. Non cambia la scadenza, che resta al 31 dicembre 2021.

Stando al documento di lavoro che circola in queste ore, i superbonus saranno rimborsati in 5 anni. Al momento questa tempistica è prevista solo per il sismabonus, mentre l’ecobonus ha tempi di rimborso di 10 anni.

I contribuenti che pagheranno di tasca propria i lavori dovrebbero quindi usufruire della detrazione del 110%. In alternativa, si potrà cedere il credito corrispondente alla detrazione non solo ai fornitori, ma anche a banche ed istituti di credito.

Chi, invece, per problemi di liquidità fosse impossibilitato ad avviare i lavori, ma volesse comunque realizzarli, potrebbe richiedere lo sconto immediato in fattura pari al 100% delle spese. Il fornitore avrebbe invece diritto ad un credito di imposta del 110%.

Superbonus per facciate, caldaie e pannelli solari

Nel range del superbonus potrebbero essere assorbite anche altre detrazioni come quelle per il rifacimento delle facciate, l’installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore e pannelli solari. Si tratterebbe di una maggiorazione consistente e l’unica condizione è questi interventi siano realizzati contestualmente a quelli di maggiore portata di riqualificazione energetica o messa in sicurezza antisismica, che godono dei superbonus.

Se effettuati in modo slegato dagli interventi più importanti, questi bonus dovrebbero rimanere inalterati. Ricordiamo che il bonus facciate, se utilizzato da solo offre una detrazione del 90%.

Ammonta al 50% la detrazione per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione in classe A e al 65% se alla caldaia si aggiungono i sistemi di termoregolazione evoluti.

Bonus professionisti anche per aprile e maggio

Il documento di lavoro riporta il rifinanziamento da 500 milioni di euro del ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’ finalizzato al sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e autonomi, introdotto dal DL Cura Italia con una prima dotazione di 300 milioni di euro.

Per le altre categorie (Partite Iva iscritte alla Gestione separata, co.co.co., autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, dipendenti stagionali), l’ipotesi è quella di una indennità di 600 euro per aprile e di 1000 euro per maggio se c’è stata riduzione di fatturato. Per i professionisti iscritti alle Casse private le ultime cifre circolate sono 800 euro con tetto di reddito di 35mila euro.