Dopo il crollo di aprile, a maggio si assiste ad un rimbalzo del mercato della progettazione: sono state pubblicate 294 gare per 164,4 milioni di euro con una crescita del 78,2% in numero e del 309,1% in valore rispetto ad aprile. Rispetto a maggio 2019 crescono del 18,1% in numero e del 200,2% in valore.

I numeri arrivano dal consueto bollettino dell’OICE, l’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica che aggiunge che nei primi cinque mesi del 2020, sempre per la sola progettazione, il numero dei bandi è stato di 1.480 per un valore di 365,7 milioni di euro: +33,3% in numero e +26,5% in valore sui primi cinque mesi del 2019.

“Con la fine del lockdown, maggio ha portato una ventata di fiducia – ha dichiarato Gabriele Scicolone, Presidente OICE -: i dati del mercato della progettazione sono finalmente su un tono positivo, ma non ci dobbiamo far incantare”.

“La strada della ripresa sarà lunga e in salita, perciò facciamo appello alle capacità e all’intelligenza della pubblica amministrazione tutta perché acceleri le procedure per recuperare i ritardi, aggiudicare le gare e stipulare i contratti. Al Governo e al Parlamento chiediamo invece di chiarire al più presto il quadro di riferimento dei prossimi mesi, soprattutto sulle norme di semplificazione rimaste fino ad oggi sulla carta”.

Oice: occorre semplificare tutelando concorrenza e qualità

“Ribadito il nostro no alla sospensione del Codice Appalti, siamo d’accordo con chi propone di snellire le procedure ma con equilibrio, garantendo sempre concorrenza e per avere progetti di qualità. Siamo pronti a fare le corse nelle procedure di urgenza, ma bisogna essere consapevoli che l’accelerazione maggiore riguarda le fasi approvative e non la gara, riguarda lo sblocco di contratti non attuati e di gare rimaste colpevolmente nel limbo per mesi o anni senza aggiudicazione”.

“Allora sì ai commissari ‘facilitatori’ per risolvere le criticità maggiori, ma no netto, senza se e senza ma, al modello Genova, troppo peculiare per farne applicazioni generalizzate. Parliamo anche di modelli futuri di sviluppo ma adesso serve concretezza e regole chiare, anche derogatorie, cum grano salis e per un anno e mezzo e non più”.