Rendere le ristrutturazioni efficienti non solo in termini di risparmio energetico, ma anche di convenienza economica, per attrarre capitali e decarbonizzare gli edifici entro il 2050. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto che recepisce nell’ordinamento italiano la Direttiva 2018/844/UE sull’efficienza energetica in edilizia.

In realtà, i termini per il recepimento della direttiva sono scaduti a marzo 2020, ma l’emergenza causata dalla pandemia da Coronavirus ha impegnato l’Esecutivo su altri fronti e adesso si cerca di recuperare terreno.

Prestazione energetica in edilizia, edifici a emissione zero entro il 2050

Il decreto legislativo approvato dal CdM punta ad ottenere edifici ad emissione zero entro il 2050 introducendo nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima una strategia di lungo termine per sostenere la ristrutturazione del parco nazionale degli edifici residenziali e non residenziali pubblici e privati.

Per raggiungere questo obiettivo, il decreto intende rendere gli interventi convenienti ed efficienti dal punto di vista economico, utilizzare le tecnologie informatiche e intelligenti (ICT) e favorire l’installazione di sistemi domotici, che possono rappresentare un’alternativa ai controlli fisici.

L’edificio non è visto come elemento a sé stante, ma viene considerato come un sistema in grado di contribuire alla sostenibilità dell’ambiente circostante. In quest’ottica, infatti, nelle ristrutturazioni importanti è prevista l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Prestazione energetica degli edifici e impianti

Per la classificazione degli edifici è fondamentale che l’edificio sia dotato di nuovi sistemi evoluti e ad alta efficienza. Il decreto introduce il “livello di “prontezza dell’edificio all’utilizzo di tecnologie smart, che si sommerà agli indicatori utilizzati per la definizione della prestazione energetica.

Prestazione energetica edifici e mobilità sostenibile

Gli edifici contribuiranno allo sviluppo della mobilità sostenibile. Negli edifici non residenziali di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione rilevante, dotati di più di dieci posti auto, dovrà essere installato un punto di ricarica e predisposta l’installazione per un punto di ricarica ogni cinque posti auto. Negli edifici residenziali, invece, ogni posto auto dei parcheggi interni o adiacenti dovrà essere predisposto all’installazione delle colonnine di ricarica.

Quest’obbligo non vale per tutti: saranno esenti le piccole e medie imprese, gli edifici per cui la domanda di permesso di costruire sia presentata entro il 10 marzo 2021, le zone in cui la stabilità della rete locale possa essere messa a rischio dalle infrastrutture di canalizzazione necessarie e tutti quegli immobili in cui il costo dell’installazione superi del 7% il costo della ristrutturazione dell’edificio.

Prestazione energetica edifici e regolamenti edilizi

Per ottenere il titolo abilitativo edilizio, necessario alla realizzazione degli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione importante degli edifici, bisognerà rispettare i requisiti di integrazione delle tecnologie per la ricarica dei veicoli elettrici.

Le nuove regole avranno quindi un impatto sui regolamenti edilizi, che dovranno essere aggiornati. I Comuni avranno a disposizione 180 giorni a partire dall’entrata in vigore del decreto

Prestazione energetica edifici, nuove regole per i certificatori

I requisiti e la metodologia per il calcolo della prestazione energetica degli edifici cambieranno. A quelli utilizzati fino ad ora, si aggiungeranno gli indicatori sulla prontezza degli edifici e la presenza di impianti smart. Per questo motivo, saranno rivisti anche i requisiti professionali e i criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi cui affidare l’attestazione della prestazione energetica degli edifici.