Via al Nucleo centrale di monitoraggio della disciplina dell’equo compenso per le professioni tecniche vigilate dal Ministero della giustizia. Lo prevede il protocollo di intesa siglato ieri da Rete delle Professioni Tecniche (RPT) e Ministero della Giustizia.

Il Nucleo centrale di monitoraggio per i professionisti di area tecnica arriva, dopo quello già istituito per gli avvocati, al termine di un’interlocuzione iniziata a marzo.

Equo compenso, i compiti del Nucleo di monitoraggio

Il Nucleo valuterà la corretta applicazione della disciplina sull’equo compenso per le professioni tecniche, con esclusivo riferimento agli Ordini aderenti alla rete, soggetti alla vigilanza del Ministero della Giustizia.

Il Nucleo centrale di monitoraggio sarà composto da tre rappresentanti del Ministero della Giustizia designati dal Ministro, di cui uno in rappresentanza del Gabinetto del Ministro, uno dell’Ufficio legislativo del Ministero ed uno dell’Ufficio Ordini professionali e albi della Direzione generale degli affari interni afferente al Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero, dal coordinatore di RPT, o da o un suo delegato, e da due consiglieri di RPT.

Equo compenso, i Nuclei territoriali di monitoraggio

RPT, tramite i Consigli nazionali degli Ordini e dei Collegi che vi partecipano, promuoverà la costituzione di Nuclei territoriali di monitoraggio. Il compito dei Nuclei territoriali sarà acquisire tutte le informazioni su convenzioni, bandi e altri atti di interesse, segnalando al Nucleo centrale eventuali anomalie o violazioni.

Sulla base delle segnalazioni, il Nucleo centrale potrà segnalare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e ad altre Autorità competenti i comportamenti di committenti privati e pubblici che violano la normativa in tema di equo compenso per le professioni tecniche, proporre iniziative legislative e sollecitare i committenti pubblici e privati segnalati ad adeguare le proprie prassi.

Bonafede: ‘compenso non equo lede la dignità del professionista’

Per il ministro della GiustiziaAlfonso Bonafede “un compenso che non sia equo lede la dignità del professionista e, inoltre, genera pericolose ricadute sul mercato e in termini di concorrenza”. “Oggi con la nascita del ‘Nucleo centrale di monitoraggio’ – ha aggiunto Bonafede – facciamo un importante passo in avanti perché sia assicurata la qualità dell’attività del professionista e di conseguenza aumenti la tutela dei cittadini e degli utenti”.

“La firma di questo protocollo d’intesa col Ministero della Giustizia – ha commentato Armando Zambrano, Coordinatore Rete Professioni Tecniche – è un passaggio di fondamentale importanza. L’equo compenso per i professionisti è un diritto ed è assolutamente doveroso monitorarne l’applicazione. In questo senso, il Nucleo di monitoraggio rappresenta uno strumento importante. Ora dobbiamo porci come obiettivo, altrettanto sacrosanto, di estendere l’applicazione dell’equo compenso a tutti i committenti e alla P.A.”.