Sale dal 35% al 50% il contributo a fondo perduto previsto dalla misura “Resto al Sud”. L’ampliamento della misura, pensata per il sostegno delle Regioni del Mezzogiorno, è stato disposto con il disegno di legge di conversione del Decreto Rilancio (DL 34/2020).

Resto al Sud, arriva la versione potenziata

I finanziamenti della misura “Resto al Sud” saranno articolati in questo modo: 50% (anziché 35%) come contributo a fondo perduto e 50% (anziché 65%) come prestito a tasso zero.

Sale anche da 50mila euro a 60mila euro il finanziamento massimo erogabile ad ogni beneficiario. Resta invece di 200mila euro il finanziamento massimo che può essere concesso ai soggetti costituiti sotto forma di società.

Non cambiano i beneficiari; giovani dai 18 ai 45 anni e professionisti residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, che intendono avviare nuove attività nella loro terra di origine.

Resto al Sud per il rilancio del Mezzogiorno

La misura “Resto al Sud” è stata introdotta nel 2017 dalla legge “Mezzogiorno” e ha via via ampliato la sua portata.

Oggi permette di avviare iniziative imprenditoriali per:
– la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
– la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
– il turismo.

Sono inoltre ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.