Cosa accade al Superbonus 110% nel caso in cui vengano rilasciate attestazioni o asseverazioni infedeli? Su quali soggetti ricade la responsabilità se dovesse emergere che il contribuente non avrebbe dovuto usufruire del beneficio fiscale?

A chiederlo, in un’interrogazione in Commissione finanze della Camera, l’Onorevole Giovanni Currò. La risposta è arrivata dal Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Alessio Mattia Villarosa.

Superbonus 110%: cosa accade in caso di difformità dopo i controlli

Il sottosegretario Villarosa ha spiegato che i destinatari degli esiti del controllo sono i beneficiari della detrazione (i soggetti che sostengono le spese agevolate); nel caso di concorso nella violazione anche i fornitori in solido.
Villarosa ha ricordato che il Provvedimento 8 agosto 2020 disciplina l’attività di controllo disponendo che, “qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante maggiorato di interessi e sanzioni nei confronti dei beneficiari della detrazione”.

Inoltre, ha specificato che i fornitori e i concessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto.

Superbonus 110% e attestazioni infedeli: cosa accede

Il Sottosegretario ha ricordato che i soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli rischiano una sanzione pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa. Per questo è necessario che stipulino una polizza di assicurazione della responsabilità civile con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi e, comunque, non inferiore a 500.000 euro.

Infatti, proprio grazie alla polizza assicurativa, i soggetti danneggiati da una attestazione o asseverazione infedele hanno la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subìto.
Controlli sul superbonus: i tempi

Infine, è stato ricordato che l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, procede alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione con cui si fruisce del beneficio fiscale.

L’atto di recupero, emesso a seguito del controllo degli importi a credito indicati nei modelli di pagamento unificato per la riscossione di crediti inesistenti utilizzati in compensazione deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo.