Cala il fatturato delle società di ingegneria e architettura, ma nel complesso il settore regge. È la sintesi che emerge dalla rilevazione condotta dall’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica (Oice) insieme al Centro Europe Ricerche (Cer).

I dati del report, anche se condizionati dalla pandemia, mostrano degli indicatori di ripresa che, senza altri lockdown, potrebbe avvenire già nel 2021.

Società ingegneria e architettura, il settore tiene

Il report mostra che i consuntivi 2019 confermano gli andamenti positivi degli ultimi anni, con incrementi dell’occupazione (+5,6%) e del fatturato (+8,4%). Nel 2019 il numero di addetti è salito a 19.065 unità. Senza la pandemia, nel 2020 gli addetti avrebbero superato le 20mila unità, ma si stima comunque un aumento fino a 19.822 unità.

La maggior parte delle imprese non ha utilizzato la CIG. Sul fronte del l’organizzazione del lavoro, si stima che lo smart working verrà utilizzato più di quanto accadesse prima dell’emergenza sanitaria. Il settore ha tenuto, spiega il report, grazie al fatto che i codici Ateco sono rimasti attivi e la produzione di servizi non si è arrestata, neanche durante il lockdown di marzo-maggio 2020.

Società ingegneria e architettura, ripresa attesa per il 2021

Nel 2019 il fatturato è aumentato dell’8,4% rispetto al 2018, passando da 2.639 milioni a 2.860 milioni. Per il 2020, il report indica un calo a 2.693 milioni, con una riduzione del 5,8%. Le oscillazioni sono interamente determinate dalle società di maggiore dimensione, la cui produzione è aumenta di 207 milioni nel 2019, ma dovrebbe scendere di 169 milioni nel 2020. Le società con meno di 50 addetti, invece, evidenziano una minore esposizione all’inversione del ciclo, con una produzione cresciuta del 2,7% nel 2019, che dovrebbe conservarsi stabile (+0,3%) nel 2020.

Dal punto di vista della tipologia di attività continuo è l’aumento dei servizi di Project Management, la cui quota sul totale è aumentata dal 6,5 al 9,4% nel 2019 e dovrebbe crescere ancora al 10,5% nel 2020. Opposta è la tendenza del Turn-key, la cui produzione sarebbe salita al 34,5% del totale nel 2019, ma dovrebbe ridimensionarsi al 29,4% nel 2020. La quota dei servizi di ingegneria pura è invece diminuita dal 61,3 al 55,9% nel 2019, ma risalirebbe al 60% nel 2020.

Scicolone (Oice): ‘risultati da iniziative per centralità del progetto’

Per Gabriele Scicolone, presidente OICE, i risultati del 2019 confermano che le azioni OICE condotte a difesa della centralità del progetto e per promuovere l’internazionalizzazione delle nostre impresa hanno dato risultati egregi nel 2019. Per il 2020 era prevedibile attendersi un calo sull’estero ma ci rallegra la dimensione di questa riduzione focalizzata soprattutto sul turn key e meno sull’ingegneria pura che in alcuni casi è in crescita, come lo è nel settore pubblico in Italia. Abbiamo retto, almeno fino ad oggi, anche grazie al fatto che il nostro settore è stato ritenuto “essenziale”.

Adesso dobbiamo essere tutti coesi e pronti a rispondere alle richieste che arriveranno anche sul piano del recovery Fund che punterà molto sulle infrastrutture e sulla sostenibilità ambientale, campi di elezione per i nostri associati. Ancora molti sono i nodi da sciogliere ma i risultati ottenuti sono il segno che, a dispetto del raccontato, le cose in questi ultimi anni stavano iniziando a riportare le nostre società a livelli di buona produzione ed occupazione. Ovviamente tutto è e sarà sempre migliorabile ma il timore di un impatto devastante del Covid nel nostro settore sembra al momento fugato”.

Per Stefano Fantacone, direttore del Centro Europa Ricerche, “i dati dell’Indagine sono quest’anno particolarmente positivi nel consuntivo 2019 e per quanto riguarda il 2020 le risposte pervenute sull’impatto della pandemia confermano il trend macroeconomico: già da maggio, a seguito del progressivo allentamento dei provvedimenti di lockdown, tutti i principali indicatori hanno infatti cominciato a registrare robusti rimbalzi, che portano a prefigurare un secondo semestre brillante in termini di congiuntura economica. Il settore dell’ingegneria e architettura organizzata se vogliamo ha risposto molto bene alle difficoltà del momento dimostrando forte dinamicità e grande capacità di resilienza”.