Dovrebbe essere firmato tra oggi e domani il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dovrà trovare una soluzione all’attuale situazione sull’emergenza Covid-19.

Come ha avuto modo di comunicare il Presidente Giuseppe Conte negli interventi alla Camera dei Deputati e al Senato, si tratterà di un decreto che detterà nuove limitazioni il cui effetto “sarà quello di intervenire a più riprese e in maniera più graduale, quindi non ci dobbiamo meravigliare del fatto che si possano usare restrizioni e allentamenti in base alla soglia di criticità – articolata e flessibile rispetto alla prima fase, grazie a un monitoraggio più accurato e strutturato, esemplato sui parametri indicati da questo piano che abbiamo presentato predisposto dagli enti che abbiamo richiamato”.

Non è ipotizzabile un regime indistinto ed indifferenziato

Ha, anche, aggiunto che nella fase attuale non è ipotizzabile un regime indistinto e indifferenziato su tutto il territorio nazionale, perché si otterrebbe un duplice risultato negativo:

  • si rischierebbe di non adottare misure realmente efficaci rispetto all’attuale stato di criticità delle Regioni attualmente più a rischio;
  • si imporrebbero misure irragionevolmente restrittive in quelle aree del Paese ove, al momento, non risulta necessario intervenire con particolare severità.

Il nuovo dPCM individuerà tre aree

Sul nuovo dPCM di cui non è noto, ancora, il testo, il Presidente Conte è stato molto esplicito ed ha, testualmente, affermato che “il prossimo DPCM individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive e per ogni area saranno individuate le misure previste per quella specifica fascia.

Ingresso ed uscita dalla fascia

L’ingresso e l’uscita da una delle tre fasce di riferimento sarà decretata dal Ministero della Salute con un’ordinanza ma sarà del tutto automatica e dipenderà, esclusivamente e oggettivamente, dal coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione, all’esito della combinazione dei diversi parametri quale certificato dal report ufficiale dell’ISS che viene diffuso periodicamente.

Ha aggiunto il Presidente Conte che “Per l’intero territorio nazionale dove non si segnalano livelli di rischio elevato intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il piano di contenimento e mitigazione del contagio che già stiamo perseguendo con i tre dPCM e in particolare con l’ultimo”.

Misure ipotizzate per tutto il territorio nazionale

Nel dettaglio le misure ipotizzate per tutto il territorio nazionale sono le seguenti

  • la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all’interno dei centro commerciali;
  • in coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, si disporrà, anche, la chiusura di corner adibite all’attività di scommesse, i videogiochi ovunque siano collocati.
  • saranno chiusi, anche, musei e mostre;
  • sarà ridotto fino al 50% il limite di capienza dei mezzi di trasporto locali;
  • è, anche, previsto di porre un limite agli spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità;
  • saranno, anche, imposti limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda, salvo anche in questo caso che nelle medesime situazioni delle comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità;
  • è ipotizzata, anche, la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che questa sia una misura ben temporanea.

Conclusioni del Presidente Conte

Il Presidente alla fine ha, anche, precisato che “Siamo consapevoli della frustrazione, del senso di smarrimento e della stanchezza dei cittadini e anche della rabbia che si sta manifestando in queste giornate. I cittadini che si trovano a convivere con nuove limitazioni alle proprie libertà personali. E siamo anche coscienti delle profonde ripercussioni che le restrizioni avranno inevitabilmente sull’attività economica, sulla produzione e sui redditi” aggiungendo, anche, che “Il Governo non intende arretrare di un millimetro rispetto al proposito di garantire la più ampia protezione economica possibile ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie italiane”.