Proroga dei poteri commissariali per velocizzare gli interventi di edilizia scolastica, Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca da 2,35 miliardi di euro, Fondo perequativo infrastrutturale. Sono alcune delle misure in arrivo con il disegno di Legge di Bilancio per il 2021 che sabato ha iniziato il suo iter alla Camera.

Edilizia scolastica, sindaci-commissari

Per consentire l’accelerazione degli interventi di edilizia scolastica, sarà prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per l’utilizzo dei poteri commissariali da parte di sindaci e presidenti delle province.

Per la realizzazione degli interventi, si potrà derogare agli articoli 21 e 27 del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), riguardanti la programmazione dei lavori pubblici e l’approvazione dei progetti relativi ai lavori.

Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intervento di edilizia scolastica, gli Enti locali potranno inoltre variare lo strumento urbanistico vigente, agendo in deroga alle disposizioni nazionali e regionali vigenti.

Fondo per edilizia e infrastrutture di ricerca: 2,35 miliardi

Per gli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca, sarà istituito il “Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca”, con una dotazione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, 250 milioni di euro per l’anno 2023, 200 milioni di euro per gli anni 2024 e 2025 e di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2035.

Fondo perequativo infrastrutturale: 4,6 miliardi in 12 anni

Il disegno di legge di Bilancio per il 2021 prevede l’istituzione del Fondo perequativo infrastrutturale, con una dotazione complessiva di 4,6 miliardi di euro in 12 anni (dal 2022 al 2033), di cui 100 milioni di euro per l’anno 2022, 300 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027, 500 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2028-2033.

Le risorse finanzieranno gli interventi per il recupero del deficit infrastrutturale tra le diverse aree geografiche. Prima sarà quindi necessario effettuare una ricognizione delle dotazioni infrastrutturali esistenti riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche, nonché la rete stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale, idrica, elettrica e digitale e di trasporto e distribuzione del gas.

La ricognizione avverrà con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri entro il 30 giugno 2021 e utilizzerà i dati forniti dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome. Entro sei mesi dalla ricognizione, dovranno poi essere individuate le infrastrutture necessarie per colmare il deficit.