Pronti i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti privati, ai sensi del Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (DPR n. 131/1986).

Registrazione atti privati: i codici per i tributi ipotecari e catastali

A comunicare la ridenominazione dei codici tributo è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 19 novembre 2020, n. 73/E che completa il quadro, aggiungendo ai codici previsti dalla risoluzione 20 febbraio 2020, n. 9/E relativi al Registro e al Bollo, quelli per il versamento, tramite modello F24, delle imposte ipotecaria e catastale (e delle relative sanzioni) dovute per la registrazione degli atti privati.

Entrando nel dettaglio, si tratta dei codici:

  • “1555” denominato “ATTI PRIVATI – Imposta ipotecaria”;
  • “1556” denominato “ATTI PRIVATI – Imposta catastale”;
  • “1557” denominato “ATTI PRIVATI – Sanzione imposte ipotecarie e catastali – Ravvedimento”.

In sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno di formazione dell’atto, nel formato “AAAA”.

La risoluzione n. 73/E riporta anche i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute a seguito degli avvisi di liquidazione emessi dagli uffici dell’Agenzia delle entrate in relazione alla registrazione degli atti privati, ovvero:

  • “A140” ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI
    Imposta ipotecaria – somme liquidate dall’ufficio”;
  • “A141” ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI
    Imposta catastale – somme liquidate dall’ufficio”;
  • “A149” ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI
    Sanzione Imposte catastali e ipotecarie – somme liquidate dall’ufficio”.

In sede di compilazione del modello F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando, inoltre, nei campi specificatamente denominati, il “codice ufficio”, il “codice atto” e l’“anno di riferimento” (nel formato “AAAA”), indicati nell’atto emesso dall’ufficio.

L’Agenzia delle Entrate ha anche precisato che le spese di notifica relative ai suddetti avvisi sono versate con il vigente codice tributo “9400 – spese di notifica per atti impositivi”.

risoluzione-agentr-20.02.2020-9E

risoluzione-agentr-19.11.2020-73E