“È urgente mandare al più presto un segnale di fiducia, garantendo il superbonus al 2024 o almeno al 2023”. È il messaggio che Italia Solare, associazione che promuove l’uso delle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, ha lanciato al Governo con una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.

Superbonus, necessaria la proroga

“Tutto il settore delle tecnologie per il risparmio energetico vede nella proroga una necessità ineludibile per rendere davvero efficace uno strumento che ha le carte in regola per contribuire in modo determinante alla ripresa dell’economia, tra l’altro migliorando e rendendo più sicuro il vetusto parco edilizio italiano”, scrive Italia Solare nella sua lettera.

La pandemia, continua il messaggio, sta creando non pochi problemi alla partenza del superbonus e poiché si tratta di interventi complessi e lunghi è necessario un respiro ben maggiore della fine del prossimo anno perché si possa permettere agli operatori di attivarsi e si possano registrare i primi risultati.

Superbonus, la domanda rischia di rimanere delusa

Italia Solare sottolinea inoltre che gli annunci del Governo sull’intenzione di prorogare il Superbonus non sono supportati da azioni concrete.

“Capiamo bene che avete forse difficoltà a garantire la copertura delle risorse senza l’uso del Recovery Fund, ma noi, come tutti gli italiani, ne abbiamo sentito parlare, anche da lei, come una cosa certa, pertanto ci aspettiamo che si prendano provvedimenti considerando l’aiuto dall’Europa come cosa fatta. Noi, come lei, non ci aspettiamo sorprese”, prosegue la lettera.

È urgente mandare al più presto un segnale di fiducia, garantendo il superbonus al 2024 o almeno al 2023. Solo così potrete davvero contare sul superbonus come una soluzione determinante per la ripartenza e le aziende potranno organizzarsi in un’ottica di medio-lungo termine, assumendo da subito nuova forza lavoro necessaria a seguire la domanda, che è enorme ma rischia di rimanere delusa.