Ormai è praticamente certo: la prossima legge di Bilancio per il 2021 conterrà le tanto attese proroghe di un anno per le principali detrazioni fiscali previste per la casa, ovvero ecobonusbonus casabonus mobilibonus facciate e bonus verde.

Detrazioni fiscali che sarebbero scadute il 31 dicembre 2020 e che quindi necessitavano di essere nuovamente estese per non vanificare quanto di buono sia stato realizzato in questi anni di applicazione e, soprattutto, per dare continuità ad un comparto che ha visto nella “riqualificazione” e nei bonus fiscali un appiglio per questi anni di crisi.

Legge di Bilancio per il 2021: niente proroga per il Superbonus 110%

Non contiene (ma questo era prevedibile) la tanto richiesta proroga per le detrazioni fiscali del 110% (c.d. Superbonus) previste dal D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, per gli interventi di riqualificazione energetica e strutturale.

Proroga “non necessaria” proprio perché il superbonus 110% terminerà la sua validità il 31 dicembre 2021 ma che sarebbe stata quanto meno “opportuna” in considerazione delle tante difficoltà applicative, dimostrate dai numerosi interventi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Enea, che hanno reso questa grande opportunità una corsa ad ostacoli per i tecnici e un grande punto interrogativo per i contribuenti sempre più perplessi dai tanti requisiti, adempimenti e cavilli previsti dalla norma.

Nonostante chi lavori nel settore edile sia abituato a orizzonti temporali annuali e proroghe dell’ultima ora, c’è da dire che diversamente dalle altre detrazioni fiscali in cui il contribuente risulta essere più coinvolto (soprattutto economicamente) e i lavori risultano essere “più semplici” dal punto di vista realizzativo e amministrativo, per gli interventi “trainanti” del Decreto Rilancio sono previste misure molto stringenti. Ma non solo, l’idea ormai diffusa è quella della “ristrutturazione gratis” e non della possibilità di riqualificare il proprio immobile utilizzando uno strumento fiscale che potrebbe avere una portata eccezionale. Il risultato è che oggi la maggior parte dei tecnici è sommersa da richieste preliminari che nella maggior parte dei casi non porta a nulla se non a perdere tempo dietro spiegazioni dettagliate che si concludono con la domanda del committente “quindi non dobbiamo uscire 1 euro?” oppure “ma cosa succede se il progetto è sbagliato o l’impresa sbaglia i lavori? devo uscire i soldi di tasca mia?”.

Domande che, unite al marasma di chiarimenti che giornalmente arrivano, dovrebbero fare comprendere la necessità di allungare i tempi e nel frattempo organizzare un testo unico che possa rispondere alle esigenze di tutti gli attori coinvolti: tecnici, imprese, contribuenti e, perché no, istituti di credito che giocano un ruolo fondamentale con la cessione del credito.

Superbonus 110%: le società di ingegneria e architettura chiedono al Governo una proroga

Intanto, una nuova voce si aggiunge alle richieste di proroga già arrivate dagli Architetti e dagli Ingegneri. Questa volta è l’OICE, l’associazione delle società di ingegneria e architettura che ha chiesto al Governo di intervenire rapidamente. Per l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura, aderente a Confindustria, occorre intervenire con decisione per assicurare al più presto la proroga degli interventi relativi al superbonus del 110%, almeno fino al 2024.

Per il Presidente dell’OICE, Gabriele Scicolone, “i primi dati dell’Enea, a 20 giorni dall’apertura della piattaforma, ci dicono di 193 interventi presentati e autorizzati, con un’ammissione a detrazione di circa 14 milioni e 700 mila euro e con crediti per 16 milioni e 200 mila circa. Numeri che confermano l’interesse ed il potenziale del superbonus, figli della fiducia negli annunci del mese scorso circa la proroga dei termini che purtroppo non c’è stata. Senza la proroga il mercato morirà immediatamente e non porterà frutti neanche nel 2021, seccando la piantina che stava iniziando a dare frutti. Nessun condominio darà un avvio ai lavori oggi con la spada di Damocle sulla testa di doverli terminare necessariamente entro il 31/12/2021, pena l’inammissibilità del beneficio fiscale. Riteniamo che si debba al più presto fare chiarezza e dare un segnale forte a tutti gli operatori che si sono mossi in questi mesi. E’ importante che arrivi rapidamente una risposta per non compromettere il buon esito di una misura che, come hanno stimato gli amici dell’Ance, vale 6 miliardi di lavori e 100.000 posti di lavoro“.

Su questo tema il Ministro Gualtieri lunedì alla Camera ha precisato che la misura entrerà nel PNRR e ha affermato di essere favorevole ad una sua proroga e di essere convinto che ci sarà, ma anche che andrà calibrata tenendo conto delle risorse effettivamente disponibili.

Per il Presidente OICE “sono molto apprezzabili le parole del Ministro ma occorre chiarire entro fine anno, senza tentennamenti, di che proroga si tratterà. Quel che è certo è che un orizzonte di tredici mesi da oggi non è assolutamente sufficiente. Siamo pienamente d’accordo, come ha anche precisato la scorsa settimana il Sottosegretario Villarosa intervenendo ad una nostra iniziativa, che un primo passo potrebbe già essere compiuto oggi chiarendo che il termine del 31 dicembre 2021 vale per l’avvio dei lavori e non per la loro ultimazione, ma rimane il punto di fondo di assicurare certezza a chi è impegnato sul territorio, progettisti/asseveratori in primo luogo, cioè quei soggetti sui quali ricadono le maggiori responsabilità nell’attuazione della disciplina agevolativa. Siamo certi che il Governo non potrà lasciare cadere nel vuoto questo appello, peraltro già espresso da tutto il mondo confindustriale, stabilendo una proroga fino ad almeno il 2024“.